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Associazione Luca Coscioni, Associazione Mariateresa Di Lascia, Associazione radicale antiproibizionista, cannabis terapeutica, testamento biologico

Vite artificiali, Trisciuoglio: “del mio corpo voglio decidere liberamente”

Foggia – “AVREI il terrore a finire i miei giorni in una sala rianimazione con medici che ti fanno un buco nella pancia e ti inseriscono una pompa che la riempie di grassi e proteine e uno squarcio nella trachea e una pompa che soffia l’aria nei polmoni e un corpo tenuto biologicamente in funzione con l’ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, mani che ti devono girare per evitare quelle dolorosissime piaghe da decubito (…)”. E’ uno dei passaggi più intensi della missiva inviata a Stato da Andrea Trisciuoglio, responsabile Foggia Associazione Luca Coscioni – per la libertà di ricerca scientifica. La nota di Andrea, che più da referente associativo scrive da “malato di sclerosi multipla” (malattia autoimmune cronica demielinizzante, che colpisce il sistema nervoso centrale, cervello e midollo spinale) segue le recenti attività dell’Associazione Radicale foggiana Maria Teresa Di Lascia, con una passata missiva nella quale i referenti del direttivo hanno chiesto l’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici a Foggia.


Attività associazione Maria Teresa Di Lascia.
Istituzione registro per il testamento biologico.
Qui Manfredonia (l’iniziativa di Stato, a cura di Elisabetta Tomaiuolo)

Qui Foggia – La lettera dell’associazione: un registro comunale per i testamenti biologici

Focus richiesta e testamenti biologici. “Per testamento biologico – ha spiegato a Stato Elisabetta Tomaiuolo, dell’Ass. Di Lascia– va inteso un documento legale in grado di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico”. Per la città di Manfredonia Elisabetta ha curato l’organizzazione di una serie di incontri al LUC (Laboratorio Urbano culturale) “Peppino Impastato”. “Tra aprile e maggio ( “Sia fatta la mia volontà”:) – spiegò Elisabetta a Stato – c’è stata l’organizzazione al Luc di incontri/dibattiti con decisione di intraprendere una raccolta firme per richiedere al Comune la discussione in Consiglio di una proposta di delibera”. Altrimenti detto: un accapo in Consiglio comunale per di istituire a Manfredonia un registro comunale dei testamenti biologici. “Il ddl Calabrò, approvato come testo base di lavoro della commissione Sanità del Senato, mette in seria discussione il diritto fondamentale ad autodeterminarsi, e di governare liberamente la propria vita, spostando il potere di decisione finale nella direzione del medico. Da qui la necessità di incontrarsi, informarsi e dibattere su quello che è un tema di forte attualità e di interesse collettivo: il testamento biologico”.

La raccolta firme. “A settembre abbiamo depositato come associazione – spiega Elisabetta – ben 621 firme, da giovani ad anziani, professionisti e disoccupati”. “A riguardo della possibilità di istituire a Manfredonia un registro comunale dei testamenti biologici – spiegò Elisabetta – ho ricevuto una risposta da parte del sindaco Riccardi che mi ha riferito di essere in attesa delle disposizioni nazionali prima dell’adozione di qualsiasi iniziativa (‘questo Comune procederà all’adozione degli atti conseguenti, salvo diverso orientamento del Consiglio comunale, nelle forme e nelle determinazioni già adottate da altri comuni).

Registro comunale per testamenti biologici: la situazione nelle PA dello Stivale. La situazione nei Va ricordato che nella mappa del registro dei testamenti attivi (Riportati sul sito dell’Associazione Luca Coscioni) sono diversi i comuni in Italia dove i registri sono attivi o istituiti, mentre in altre sedi o “in attesa” o “bloccati”. Per il Meridione: per la maggior parte si parla di Comuni del Salernitano, Napoletano e Avellinese. In Puglia: riportato come attivo il registro dei testamenti biologici a Francavilla Fontana (Brindisi); in stand-by a Maglie (Lecce) e appunto Manfredonia dove nel sito è testualmente riportato che: “Andrea Trisciuoglio e Nicola Scistri dell’Associazione Luca Coscioni hanno incontrato il consigliere comunale di Manfredonia (FG), del Partito Democratico, Lorenzo Troiano che nel Consiglio Comunale del 9 giugno 2011″ si sarebbe dovuto fare “portavoce delle proposte di istituire nella cittadina garganica il registro dei testamenti biologici. Il consigliere si è detto convinto che l’assise comunale dovrebbe approvare la proposta condivisa dalla gran parte dei consiglieri”. Ad oggi invece l’attesa continua. Cosa vieterebbe dunque l’istituzione del registro nel centro di Manfredonia? Cosa continuerebbe a far slittare la discussione in Consiglio della proposta di delibera presentato dall’Associazione Luca Coscioni? Quale infine la posizione a Manfredonia (tralasciando le disposizioni nazionali) di Chiesa e Comune? L’iniziativa di Stato continua.


Andrea Trisciuoglio: “sul mio corpo voglio decidere liberamente”.
“Non vi scrivo da referente Coscioni ma da malato di sclerosi multipla. Ho capito negli anni che esistono due tipi di politica: una fatta di corruzione, di cupidigia, di potere e sottopotere ed una a cui demmo il nome Luca: una politica fatta di speranza, di carità, di amore. E’ la politica che hanno adottato i compagni dell’ass. Di Lascia nel chiedere che almeno sul nostro corpo si possa decidere liberamente. Avrei il terrore a finire i miei giorni in una sala rianimazione con medici che ti fanno un buco nella pancia e ti inseriscono una pompa che la riempie di grassi e proteine e uno squarcio nella trachea e una pompa che soffia l’aria nei polmoni e un corpo tenuto biologicamente in funzione con l’ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, mani che ti devono girare per evitare quelle dolorosissime piaghe da decubito. Io credo che si possa, per ragioni di fede o di potere, giocare con le parole, ma non credo che per le stesse ragioni si possa “giocare” con la vita e il dolore altrui”.

“Sono consapevole, spett.le Redazione, di avervi parlato anche, attraverso il mio corpo malato, di politica, e di obiettivi necessariamente affidati alle vostre pagine per tentare di arrivare Dal mio corpo malato al cuore della politica (come recita il motto dell’Associazione Luca Coscioni)”.


g.defilippo@statoquotidiano.it

da http://www.statoquotidiano.it

 

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